Dove ho sbagliato?

Rimorsi e rimpianti si attorcigliano; i pensieri diventano frammentati e non c’è spazio per altre emozioni che non siano rabbia, rassegnazione, delusione, tristezza e senso di colpa. Dove ho sbagliato? Nel rispondere a questa domanda scaviamo lentamente un buco che diventa una voragine e il rischio è di venire risucchiati dalle sabbie mobili del passato. Cosa poter fare? Forse provare a cambiare il punto di vista dal quale si sta guardando è un inizio.

Se ti stai chiedendo “Dove ho sbagliato?”, fermati un attimo.

Le scelte si fanno in pochi secondi e si scontano per tutta la vita.

Paolo Giordano

Chi non lo ha mai pensato?

Chi almeno una volta nella vita non ha sentito quella vocina nella testa che ripete insistentemente “Dove ho sbagliato?”

Eppure ho due grandi convinzioni:

  • le scelte, se in linea con la persona e con ciò che vuole, anche se fatte in pochi secondi, meritano di essere prese,
  • c’è sempre un’altra scelta da compiere.

Quando però quella vocina fastidiosa batte come un picchio sull’albero, ecco che la testa parte ed è faticoso e difficile fermarla.

Il vortice della ricerca forsennata dello svincolo errato, della frase di troppo, del momento esatto in cui la vita è diventata una valanga che sta portando via tutto, te compreso, è iniziato e non ha nessuna intenzione di placarsi.

Nei momenti di difficoltà si tende a vedere ogni cosa in modo più negativo e proprio per questo ti dovresti fermare un attimo e pensare che:

  • rimuginare ossessivamente sugli errori e sul passato è un meccanismo disfunzionale che consuma energie, aumentando considerevolmente lo stress e i vissuti ansiosi;
  • le scelte fatte in passato dipendevano dalla conoscenza che avevi in quel momento e da circostanze precise;
  • le aspettative possono non coincidere con la realtà;
  • ci sono avvenimenti che sono incontrollabili;
  • si può aver fatto uno sbaglio ma non dovresti mai pensare di esserne uno;
  • non dovresti mai valutare una scelta in base all’esito ma analizzare quanto il processo decisionale sia stato appropriato.

Il più grande errore che facciamo è quello di vivere nella paura costante di farne uno


John C. Maxwell

Sperimentare è essenziale per crescere e conoscersi e include la possibilità di compiere errori.

L’errore non dovrebbe essere vissuto come un fardello con cui convivere ma come un’opportunità per apprendere nuove informazioni sull’ambiente circostante, su di sé e sugli altri.

Riuscire a mantenere una giusta distanza dallo sbaglio, analizzandolo in modo adeguato, può aiutare a non compiere lo stesso errore; così da poter dedicare del tempo a compierne altri.

Sì, ho scritto compierne altri. Tutti noi commettiamo errori, la differenza è come ci poniamo rispetto a ciò che succede: l’errore non ti definisce.

Negli anni da educatrice l’ho ripetuto a bambini e adulti:

Le nostre azioni possono avere delle conseguenze ed è necessario imparare a riconoscerle, accettarle e da lì ripartire.

Se vuoi, possiamo farlo insieme.

Cosa fare se ti senti persa?

Sentire la nebbia che avvolge ogni certezza, ogni pensiero e ogni sensazione è terribile.

I motivi che innescano questo disagio possono essere vari:

  • un cambiamento;
  • un periodo particolarmente stressante che ha comportato un sovraccarico cognitivo;
  • una perdita dolorosa;
  • una crisi relazionale;
  • un evento inaspettato e non voluto;
  • un evento normativo ma altrettanto indesiderato.

Qualunque sia il punto di inizio il finale non cambia: è impossibile dimenticare quel freddo pungente che senti dentro; quella sensazione di non sapere più niente; quel sapore amaro di qualcosa che non va.

Detto questo, è necessario fermarsi. Stare in quella sensazione, toccarla, ascoltarla, respirarla. Poi con calma allontanarsi da lei.

Hai tolto il pilota automatico e sei alla ricerca di autenticità:

  • autenticità nel lavoro,
  • autenticità nelle relazioni,
  • autenticità della tua persona
  • autenticità in quello che dici, che pensi, che vuoi, che scegli.

Vuoi vivere una vita appagante e vera: non ti bastano più apparenza e dovrei .

Noi pretendiamo che la vita debba avere un senso, ma la vita ha precisamente il senso che noi stessi siamo disposti ad attribuirle.


Hermann Hesse

Puoi iniziare da questa consapevolezza per attribuire nuovi significati alla vita e cercare la tua voce.

Conclusione

Ricercare ossessivamente un motivo; pensare e ripensare a colpe e responsabilità e rimuginare sul passato non è salutare.

Chiederti dove e se hai sbagliato è sacrosanto, soprattutto in momenti di crisi.

La prima risposta dovrebbe essere quella di perdonare qualsiasi errore tu pensi di aver fatto per riuscire a voltare pagina e scrivere, senza fretta, l’inizio del tuo nuovo capitolo.

Se non riesci ad accogliere queste emozioni e non vuoi restare nel passato, ma non sai come andare avanti, forse è giunto il momento di chiedere aiuto: io ci sono.

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